martedì, 24 Febbraio 2026
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In sensibile calo a febbraio i nuovi contratti a Parma

3.820 attivazioni, con un -8,6% rispetto allo stesso mese del 2025



L’avvio del 2026 continua ad essere segnato da una flessione del numero dei nuovi contratti, che le imprese della provincia di Parma intendono attivare.

Dopo il -1,3% di gennaio, infatti, anche per il trimestre febbraio-aprile i valori appaiono in evidente calo, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Alla fine del trimestre, secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia su dati Excelsior, si dovrebbe registrare una diminuzione del 7,2%, con un picco del -8,6% proprio nel corrente mese di febbraio.

La previsione mensile, in sostanza, indica le attivazioni di nuovi contratti a quota 3.820, vale a dire 360 in meno rispetto al febbraio 2025, con un netto appesantimento rispetto allo scorso mese di gennaio, quando il valore era sceso di 70 unità.

Le elaborazioni camerali relative a febbraio individuano il calo più pesante a carico del comparto dei servizi, che assorbirà il 55,0% dei nuovi contratti e destinato a segnare una flessione del 12,5%, con 2.100 attivazioni e un calo di 300 unità, rispetto allo stesso mese del 2025.

Tra i singoli comparti, i servizi alle imprese prevedono di attivare 840 nuovi contratti, 450 il commercio, 440 le attività di alloggio e ristorazione e 380 i servizi alla persona.

Rispetto al pesante andamento dei servizi, appare molto più contenuto il calo previsto per l’industria, che potrebbe corrispondere ad un -3,7%, con 1.560 contratti (60 in meno rispetto a un anno fa): 1.210 attivazioni riguarderanno il manifatturiero e public utilities, mentre saranno 350 quelle delle costruzioni.

Di segno opposto – seppure su valori assai più contenuti – le previsioni di febbraio per il primario: 160 nuovi contratti, con un aumento di 10 unità (+6,7%).

Come anticipato, nel corso del trimestre febbraio-aprile 2026 è poi previsto un rallentamento della flessione delle nuove attivazioni, che dovrebbero passare dalle 12.820 del 2025 a 11.900, con un -7,2%.

Anche in quest’arco di tempo saranno i servizi a scontare il calo maggiore con 670 nuovi contratti in meno, per un totale di 6.710 e una diminuzione del 9,1%.

L’industria, invece, è prevista in calo di 160 unità (-3,3%), con un totale di 4.700 attivazioni. Infine, anche il primario, su base trimestrale, potrebbe cedere il 16,9%, con 490 nuovi contratti (100 in meno rispetto allo scorso anno).

Ad attivare nuovi contratti nel mese di febbraio è orientato il 18,0% delle imprese parmensi, che nel 66,0% dei casi richiedono ai candidati un’esperienza già maturata. Il numero dei contratti stabili sarà pari al 27,0% (tempo indeterminato o apprendistato); per il 73,0%, invece, si tratterà di contratti a termine (tempo determinato o altri contratti con durata predefinita).

Ai giovani è riservata una quota del 31,2% del totale dei nuovi contratti, e i lavoratori under 30 sono particolarmente richiesti in ambito dirigenziale nei ruoli di tecnici delle attività finanziarie ed assicurative (76,2% dei contratti), tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni (47,7%) e tecnici della distribuzione commerciale (42,3%). Tra i giovani impiegati, invece, prevalgono gli addetti alle vendite (48,7%), gli addetti alla segreteria e affari generali (48,1%) ed esercenti addetti in attività di ristorazione (45,5%). A completamento del quadro di reclutamento giovanile, spiccano, tra gli operai specializzati, gli addetti alle rifiniture delle costruzioni (50,0%), gli operai specializzati in installazione/manutenzione di attrezzature elettriche/elettroniche (43,5%) e gli addetti specializzati nelle costruzioni e mantenimento di strutture edili (35,6%).

Anche a febbraio 2026, resta alta la quota di aziende parmensi (49,3%), che ritengono di non riuscire a coprire i loro fabbisogni di risorse umane, per motivi legati alla mancanza di candidati (30,2% dei casi) e all’inadeguatezza e impreparazione degli stessi (14,0%). Tra i ruoli dirigenziali, potrebbero essere di non facile reperimento gli specialisti nelle scienze della vita (85,7% dei contratti richiesti), i tecnici della salute (83,1%) e i tecnici in campo ingegneristico (71,9%). Le difficoltà di reperimento tra i ruoli impiegatizi, invece, riguarderanno il 67,9% delle attivazioni richieste degli operatori della cura estetica, i professionisti qualificati nei servizi personali (64,1%) e gli esercenti addetti nelle attività di ristorazione (43,9%). Si prevedono alte percentuali di scopertura anche tra gli operai specializzati, tra i quali potrebbe mancare l’86,2% di quelli addetti alle rifiniture delle costruzioni, il 68,5% dei conduttori di veicoli a motore e a trazione animale e il 67,4% degli addetti a macchinari fissi per l’industria alimentare.

L’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia  ha elaborato i dati forniti dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall’Unione europea.