martedì, 24 Febbraio 2026
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Nuovi contratti a Reggio Emilia in forte calo: -12,1% a febbraio



(immagine: comune di Reggio Emilia)

L’avvio del 2026 continua ad essere segnato da una flessione del numero dei nuovi contratti, che le imprese della provincia di Reggio Emilia intendono attivare.

Dopo il -2,7% di gennaio, infatti, anche per il trimestre febbraio-aprile i valori appaiono in forte  calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Alla fine del trimestre, secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia su dati Excelsior, si dovrebbe registrare una diminuzione del 10,5%, con un picco del -12,1% proprio nel corrente mese di febbraio.

La previsione mensile, in sostanza, indica le attivazioni di nuovi contratti a quota 3.620, vale a dire 500 in meno rispetto al febbraio 2025, con un netto appesantimento rispetto allo scorso mese di gennaio, quando il valore era sceso di 150 unità.

Le elaborazioni camerali relative a febbraio individuano il calo più pesante a carico del comparto dei servizi, che assorbirà il 58,3% dei nuovi contratti e destinato a segnare una flessione del 14,9%, con 2.110 attivazioni e un calo di 370 unità rispetto allo stesso mese del 2025.

Tra i singoli settori di questo macrocomparto, 740 attivazioni interesseranno i servizi alle imprese, 580 le attività di alloggio e ristorazione, 460 il commercio e 340 i servizi alla persona.

In sensibile calo, anche se con percentuali più contenute, anche i nuovi contratti nell’industria, dove la flessione è prevista nell’8,2% e le attivazioni dovrebbero essere 1.350 (120 unità in meno rispetto al febbraio 2025).

Anche il settore primario, infine, sconterà una riduzione del numero dei nuovi contratti pari all’11,1% (160 unità in totale e 20 in meno rispetto al febbraio dello scorso anno).

Come si è detto, alla fine del trimestre febbraio-aprile il pesante trend di febbraio si ridurrà un po’ in intensità (-10,5%), sancendo, comunque, un risultato che parla di 11.140 nuovi contratti, cioè di 1.310 in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Anche su base trimestrale saranno i servizi a scontare la diminuzione maggiore dei nuovi contratti, che si attesteranno a 6.480 unità (-13,5%), vale a dire 1.010 in meno rispetto allo stesso trimestre 2025.

Nel trimestre, per l’industria sono previsti 4.100 nuovi contratti (-6,2%, corrispondenti a 270 unità in meno), mentre per il primario è prevista una contrazione contenuta al
3,4% (560 attivazioni e 20 in meno).

Ad attivare nuovi contratti nel mese di febbraio è orientato il 16,0% delle imprese reggiane, che nel 65,0% dei casi richiedono ai candidati un’esperienza già maturata. Il numero dei contratti stabili sarà pari al 26,0% (tempo indeterminato o apprendistato); per il 74,0%, invece, si tratterà di contratti a termine (tempo determinato o altri contratti con durata predefinita).

Molto alta, questo mese, la quota dei nuovi contratti riservata ai giovani, pari al 37,4%; gli under 30, sono particolarmente richiesti nei ruoli dirigenziali come tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni (60,0% dei nuovi contratti), tecnici delle attività finanziarie e assicurative (50,0%) e tecnici in campo ingegneristico (39,0%).

Tra i giovani impiegati, invece, le maggiori opportunità di inserimento lavorativo sono rivolte agli addetti all’accoglienza e all’informazione della clientela (65,4%), agli altri professionisti qualificati nelle attività commerciali (64,0%) e agli addetti alla segreteria  e agli affari generali (58,3%).

Le imprese reggiane, infine, sono interessate al reclutamento di giovani operai specializzati, nel campo delle lavorazioni alimentari (54,8%), nel ruolo di conduttori di veicoli a motore e a trazione animale (51,4%) e come addetti alle rifiniture delle costruzioni (46,9%).

Anche a febbraio, le imprese della provincia di Reggio Emilia, ritengono di incontrare difficoltà nel reperimento delle risorse umane, in misura abbastanza elevata (53,2% delle posizioni offerte). Le cause di ciò sono rintracciabili, nel 34,5% dei casi, nella mancanza di candidati e nel 14,7% nell’inadeguatezza e impreparazione degli stessi.

Le criticità di reclutamento, sono molto elevate tra le professioni dirigenziali, nelle quali si prevede la scopertura all’89,4% dei tecnici della salute, dell’84,0% dei tecnici della distribuzione commerciale e dell’82,1% degli specialisti nelle scienze della vita.

Tra gli impiegati, le aziende reggiane prevedono il mismatch domanda/offerta di lavoro, all’83,6% per gli operatori della cura estetica, al 64,0% per gli altri professionisti qualificati nelle attività commerciali e al 55,6% per i professionisti qualificati in servizi sanitari e sociali.

Da ultimo, tra gli operai specializzati, le posizioni maggiormente scoperte saranno quelle riservate agli operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (88,4%), a quelli specializzati in installazione/manutenzione attrezzature elettriche/elettroniche (85,3%) e ai meccanici artigianali, montatori, riparatori, manutentori macchine fisse/mobili (80,5%).

L’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia  ha elaborato i dati forniti dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall’Unione europea.