
Il settore con più imprese è quello di abbigliamento e calzature (733 imprese), seguito da ristoranti e pizzerie (349), agroalimentare (329), altre attività manifatturiere e di servizio (317), bar e pasticcerie (180), trasporti (133) e attività ricreative e culturali (11). Queste imprese, evidenzia la rilevazione dell’Ufficio Studi Lapam Confartigianato di giugno 2020 su un panel di oltre mille micro e piccole imprese emiliano romagnole, hanno evidenziato nel bimestre aprile-maggio un calo del fatturato più ampio di ben 8,7 punti percentuali rispetto alla media (-55,4% contro -46,7%).
I dati, forniti da Lapam, fanno seguito a una approfondita ricerca sul turismo in questo difficile 2020. I dati provvisori pubblicati dal Servizio Statistica della Regione Emilia-Romagna indicano per i primi 5 mesi dell’anno (gennaio-maggio 2020), rispetto allo stesso periodo del 2019, una flessione delle presenze turistiche sul nostro territorio del 66,5%.
A Reggio Emilia, nel 2019, i turisti complessivi erano stati 844mila, di questi poco meno di 250mila (242mila) arrivati nel periodo estivo tra luglio e settembre. L’analisi dei flussi turistici per territorio di provenienza evidenzia che, nella media in Emilia-Romagna, il 25,4% delle presenze nei mesi di luglio-settembre si riferisce a turisti stranieri e il 74,6% a quelli italiani. Va inoltre considerato, conclude l’indagine Lapam, che per alcuni dei primi 10 paesi di provenienza dei turisti stranieri – Germania, Svizzera, Francia, Russia, Polonia, Regno unito, Paesi Bassi, Romania, Stati Uniti, e Belgio – sono ancora vigenti limitazioni. Mentre i turisti italiani che visitano il nostro territorio nel 78,6% provengono da fuori regione e nel 21,4% dei casi sono emiliano-romagnoli.

