
Dopo una breve presentazione dell’ospite da parte del presidente del Consiglio, Alessandro Reginato, a prendere la parola sono stati i rappresentanti delle tre forze politiche che compongono il Consiglio comunale fioranese: Federico Remigio (PD), Graziano Bastai (Lega) e Maria Luisa Cuoghi (lista civica ‘Francesco Tosi è il mio sindaco’). Tutti hanno espresso sentimenti di orgoglio per l’assegnazione di questa onorificenza ed emozione per la testimonianza di impegno che la dottoressa Angeli ha portato a Fiorano Modenese.
Il Presidente della regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, ha espresso la sua soddisfazione per la scelta portata avanti dal Comune di Fiorano Modenese di onorare con la cittadinanza diverse figure di spicco nella lotta alle mafie: Federica Angeli è infatti la terza ‘cittadina onoraria’, dopo don Luigi Ciotti e Dario Vassallo. Bonaccini ha poi parlato delle infiltrazioni mafiose in Emilia Romagna: “Il processo Aemilia è stato un shock per tutti, me in primis. Com’è ovvio le mafie cercano di muoversi in territori ricchi, quindi c’era da aspettarselo. Ma un aspetto confortante rimane: la nostra è una regione con un bassissimo numero di amministratori locali coinvolti con le mafie. Vuol dire che siamo muniti di forti anticorpi ed è grazie alle scuole, al volontariato, alle imprese valorose e alla buona politica che possiamo dirlo convintamente. Abbiamo messo un milione di euro a disposizione di enti e istituti per promuovere progetti di legalità e vi assicuro che la direzione rimarrà questa”.
Poi ha preso parola il sindaco del consiglio comunale dei ragazzi, il tredicenne Emanuele Gazzotti, che ha sottolineato come: “Solo con la consapevolezza dell’importanza della legalità, si può costruire un futuro migliore. Con una politica corretta, il costante lavoro delle forze dell’ordine e un giornalismo d’inchiesta attivo, che non teme di riportare la verità a qualsiasi costo, si possono costruire le basi per una società libera”.

“Federica Angeli – ha proseguito Francesco Tosi – è una donna normale e insieme straordinaria; paradossalmente, non appartiene alla normalità proprio perché ha fatto dell’impegno civile il suo quotidiano. Non è facile trovare nella stessa persona, mirabilmente coniugate ai massimi livelli, capacità professionale, senso civico, intelligenza e coraggio. È la prova della coerenza dei fatti, quando i pericoli sono reali, a fare la differenza e a dimostrare che è possibile tenere fede a quello che Kant denominava “imperativo categorico”. Federica è anche moglie e mamma, ciò conferisce ulteriore profondità, rarità e coerenza alla sua vicenda umana. La presenza della mafia nella nostra regione è certamente superiore al livello di percezione che ne ha la gente. Eppure è così e il pericolo è reale… La battaglia deve continuare e abbiamo bisogno di tutti”.
Hanno concluso la cerimonia, le parole della stessa Federica Angeli, visibilmente commossa dall’accoglienza e dall’entusiasmo ricevuti dalla comunità fioranese. “Credetemi amici se vi dico che ciò che provo è altrettanta gioia e orgoglio. Voi dite di esservi arricchiti grazie a me, ma anche io mi sento più ricca. La mia scelta è diventata straordinaria perché ero sola nel farla: qui invece il senso del contrasto alle ingiustizie è molto forte e queste iniziative lo dimostrano. In tanti momenti ho avuto paura, ma posso dire che ne è valsa la pena anche per la felicità che sto provando nell’ascoltare le vostre parole. Mi sento in debito e ce la metterò tutta per non far sembrare questa cerimonia una formalità. Cercherò di tornare ogni anno a trovarvi, per costruire insieme un muro contro la criminalità. E per sentirmi sempre più parte della vostra comunità. Grazie infinite”.
Nella seconda parte della serata è avvenuta la presentazione de “Il gioco di Lollo”, libro scritto dalla giornalista a seguito delle pesanti vicende che l’hanno coinvolta dal punto di vista professionale, famigliare e umano. Conversando con il collega Pierluigi Senatore, la Angeli ha raccontato luci e ombre che hanno accompagnato una scelta di vita che mai si sarebbe immaginata.
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Federica Angeli vive sotto scorta permanente dal 2013. Da cronista di Repubblica ebbe il modo e la forza, di indagare sui clan mafiosi di Ostia e sui loro legami con la pubblica amministrazione. Ne derivò un’inchiesta giudiziaria che condusse all’arresto di 51 persone, nonché a ripetute minacce di morte nei confronti della donna, l’ultima delle quali nel 2018.
Il 21 dicembre 2015 le è stato conferito dal Presidente Mattarella il titolo di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica, per l’impegno nella lotta alle mafie; mentre lo scorso anno il regista Claudio Bentivoglio ha realizzato un film sulla sua vicenda, intitolato “A mano disarmata”, con Claudia Gerini.


