
La donna al termine delle formalità di rito è stata ristretta a disposizione della Procura reggiana. Domattina comparirà davanti al tribunale di Reggio Emilia per rispondere dell’accusa a lei contestata. L’origine dei fatti ieri poco dopo le 13.30.
La 39enne era stata arrestata l’11 giugno scorso nell’ambito dell’indagine denominata “Fast Car” condotta dai carabinieri reggiani nei confronti di 17 persone appartenenti ad un gruppo stabilmente dedito alla commissione di reati concernenti lo spaccio ed il traffico di sostanze stupefacenti (art. 73 c.1 D.P.R. n. 309/90) continuati in concorso nonché di detenzione illegale di armi da fuoco (artt. 2 e 7 L. n. 895/67). Nel corso dell’operazione consistente nell’esecuzione di perquisizioni a carico degli indagati la 39enne era stata arrestata unitamente ad altri 3 uomini per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. L’operazione Fast Car rivelò che il canale di rifornimento della cocaina era quella campano e lo stupefacente immesso sul mercato reggiano era proveniente dal quartiere Scampia di Napoli. Il giro di affari stimato era di circa 10.000 euro al giorno.

