
“I cittadini modenesi sono sfiduciati e hanno paura per il loro futuro. Ce lo dicono i nostri “sensori” sul territorio: delegati, operatori e attivisti sindacali, nei luoghi di lavoro e nelle nostre sedi – scrivono i segretari dei tre sindacati confederali – L’amore per il nostro territorio e la nostra comunità ci spinge a chiederci se sia possibile affrontare questa crisi senza precedenti con strumenti vecchi.
La domanda, evidentemente retorica, ci porta a rispondere che dobbiamo compiere un salto di qualità nel patto di comunità che, con lungimiranza, condividiamo a Modena da anni”.
Per Cgil Cisl Uil bisogna mettere al centro il lavoro e la sua qualità come strumento privilegiato che valorizza la persona, rafforzare il sistema di sicurezza e protezione sociale come precondizione per esercitare i diritti di cittadinanza, investire in capitale umano, sociale e materiale, garantire legalità, progettare in sostenibilità.
“Solo così – sostengono Gozzi, Ballotta e Tollari – possiamo mantenere Modena tra i territori più attrattivi e sviluppati d’Europa, dove si desidera lavorare, vivere e crescere con la propria famiglia.
L’impatto della pandemia sta causando nei cittadini una forte difficoltà a percepire un orizzonte di miglioramento nel futuro.
Per questo motivo – concludono i segretari generali di Cgil Modena, Cisl Emilia Centrale e Uil Modena-Reggio nella lettera aperta a Muzzarelli e Tomei – vi chiediamo di convocare al più presto un incontro al massimo livello per analizzare la situazione e studiare le misure necessarie a ripartire”.

