
Propria dall’Albania, sulla scorta di alcune conversazioni intercorse con un italiano, la Squadra Mobile di Reggio Emilia scopre che i due stavano importando un ingente quantitativo di sostanza stupefacente. L’italiano, lasciata l’Albania dove aveva preso accordi diretti con il complice, si è recato in Emilia, una prima volta probabilmente per una verifica di un campione e poi, una seconda volta, con due minori, a luglio quando per alcuni giorni veniva costantemente monitorato dalla Squadra Mobile di Reggio Emilia.

Nei mesi successivi, pazientemente, la Squadra Mobile di Reggio Emilia ha monitorato l’organizzatore dell’importazione, fino alla scorsa settimana quando gli investigatori apprendevano che l’uomo aveva fatto ingresso in Italia dove avrebbe soggiornato per alcuni giorni.
Sulla scorta del grave quadro indiziario, il P.M. della DDA titolare del fascicolo, emetteva un decreto di fermo che veniva eseguito a Treviso.
L’Autorità Giudiziaria trevigiana, dopo avere convalidato il fermo, ha disposto la misura custodiale carceraria per il fermato e la trasmissione degli atti presso l’Autorità di Modena nel cui circondario era stato sequestrato il carico di stupefacente.

