
“La nostra Confederazione – prosegue Medici – ritiene che, nella piena osservanza dei protocolli di sicurezza, i cittadini possano recarsi da artigiani di fiducia che non svolgono attività in grado di determinare assembramenti, com’è il caso di acconciatori ed estetiste, degli autoriparatori, delle lavanderie, sei professionisti. Non per nulla si sta assistendo in molte zone d’Italia alla proliferazione di provvedimenti amministrativi mirati a mitigare i divieti di spostamento, che stanno creando situazioni di confusione e incomprensibili differenze tra un territorio e l’altro. Pensiamo ad esempio alle vicine Marche”.
Secondo CNA, occorre tenere conto anche delle caratteristiche del territorio, con un elevato numero di comuni italiani ed una situazione orografico che rendono pressoché inevitabile l’interazione economico-sociale tra comunità separate politicamente ma non geograficamente. “In un simile contesto è difficile giustificare comportamenti differenti nelle zone di confine tra una regione e l’altra” Ecco perché si rende urgente – conclude Medici – un intervento del governo per rendere omogenee le decisioni eventualmente differenti assunte dalle autorità amministrative sul territorio”.

