
“In accordo col territorio – ha spiegato il prof. Fabio Facchinetti (foto in alto), Direttore dell’Ostetricia e Ginecologia del Policlinico – come avviene per tutte le gravidanze difficili abbiamo centralizzato su Modena anche quelle di mamme positive. Rispetto alla prima ondata abbiamo avuto un significativo aumento dei parti da madri positive al COVID: allora c’erano stati solo 3 parti e abbiamo ospitato 3 puerpere che avevano partorito in un altro ospedale ed erano state centralizzate. A novembre abbiamo invece assistito 33 parti di mamme positive su 220. Il 15% dei nostri parti è stato quindi da mamme positive. A queste si aggiungono 5 mamme che erano positive durante la gravidanza e poi si sono negativizzate. Sin da marzo abbiamo attivato una degenza dedicata al Covid19, un ambulatorio, una sala parto, e una sala operatoria dedicati. Rispetto alla prima ondata siamo riusciti ad assicurare e il rooming-in per consentire il contatto mamma-bambino. Questo risultato è stato ottenuto grazie alla professionalità di tutto il personale, medici e ostetriche. Ci riempie di orgoglio il fatto di non aver avuto sin ora nessun contagio tra il personale a fronte di questi numeri importanti. Benché iniziali dati cinesi fossero poco chiari, siamo riusciti a mantenere il parto nella sua fisiologia e il numero di cesarei non diverso dagli altri anni, anche nel resto della Regione e questo lo abbiamo pubblicato su una rivista americana per dimostrare che il percorso nascita ha funzionato anche in epoca COVID. Come è noto solo la parto-analgesia al momento è sospesa perché gli anestesisti sono ancora molto impegnati nella gestione delle Terapie Intensive.”

A rinforzare la consapevolezza del ruolo del latte materno nella protezione del neonato, ha contribuito proprio uno studio della Neonatologia Modenese, pubblicato sulla rivista Pediatrics (organo ufficiale della American Academy of Pediatrics), relativo al caso di un neonato pretermine che, durante la prima ondata, ha ricevuto involontariamente per alcuni giorni latte della propria madre, (scoperta positiva dopo il parto). “Nonostante la dimostrazione che il virus fosse presente nel latte materno, il bambino non si è ammalato. È quindi possibile che il latte, come avviene già per altre infezioni, oltre a poter contenere il virus, abbia in realtà un valore protettivo, attraverso le molte sostanze difensive in esso contenute. Questa possibilità andrà verificata con studi su un campione maggiore di neonati” ha concluso il prof. Berardi.
“Anche per i parti COVID – spiega la dottoressa Maria Cristina Galassi, Direttore del Dipartimento Materno-Infantile dell’Azienda USL – la rete provinciale è organizzata secondo il sistema hub e spoke, dove il Policlinico di Modena, sede della Terapia Intensiva Neonatale e dell’Ostetricia di terzo livello è la struttura dove vengono centralizzati tutte le gravidanze a gestione particolarmente complessa, compresi quelli da mamme COVID positive. La rete spoke degli ospedali della Provincia supporta il Policlinico per i parti a termine di mamme COVID qualora sia necessario per assicurare i posti ai casi più difficili, per mancata ricettività del centro hub o in caso di parti non differibili. È successo a Carpi e a Sassuolo, mentre a Mirandola le gravide Covid positive vengono centralizzate verso l’hub o, in mancanza di ricettività di quest’ultimo, a Carpi”.
Una volta dimesso, se il neonato manifesta dei sintomi, interviene l’USCA Pediatrica, attivata grazie alla collaborazione tra gli specializzandi della Pediatria del Policlinico, Diretta dal prof. Lorenzo Iughetti e i medici USCA afferenti al Dipartimento di Cure Primarie dell’Azienda USL, diretto dalla dottoressa Anna Franzelli. “L’idea nasce – conclude il prof. Lorenzo Iughetti – dall’esigenza di garantire un’assistenza specialistica ai bimbi covid-positivi o nati da madre positiva, e più in generale di quei minori sotto i sei anni con link epidemiologico per covid-19, vale a dire che sono stati contatti di caso o che all’interno delle mura domestiche convivono con casi di positività. Sono i nostri specializzandi ad andare fisicamente a casa delle famiglie. In caso di sintomi gravi, infine, è previsto un percorso ad hoc per l’invio protetto presso l’Accettazione Pediatrica del Policlinico di Modena”.

