Tornano in scena a Modena le “Favole al Citofono” del Teatro dei Venti



In questo tempo di teatri chiusi per decreto, basta un citofono per raccontare una storia agli abitanti del quartiere, o una scala per arrivare a Scuola fino alle finestre delle classi. Tornano in scena a Modena dal 18 gennaio le “Favole al Citofono” del Teatro dei Venti, dal lunedì al venerdì nella fascia oraria dalle 18.30 alle 19.30. Prenotazioni al numero 389 7993351 – o con messaggio sulla pagina Facebook e Instagram del Teatro dei Venti – segnalando Data, orario e favola scelta; Via e numero civico; Cognomi sul citofono.

Tre attori si incamminano per raccontare ciascuno una storia, “Il paese senza punta” con Francesca Figini, “La strada che non va in nessun posto”, con Davide Filippi, “Un giovane gambero”, con Oxana Casolari.

Dal 18 al 22 gennaio le Favole saranno disponibili nel quadrilatero di strade compreso tra Via Puccini, Via Bonacini, Via Monte Grappa, Viale Verdi, mentre dalle settimane successive si aggiungeranno nuove storie e nuove strade, allargando la “Zona Turchina”.

Il progetto del Teatro dei Venti si ispira alle “Favole al Telefono” di Gianni Rodari, a quel rappresentante di commercio che ogni sera, da una località diversa raccontava alla figlia una storia per darle la buonanotte. Le storie durano pochi minuti, ma le performance iniziano quando l’attore o l’attrice varcano la soglia del Teatro per attraversare le strade del quartiere. Dal costume viene fuori una musica che accompagna il tragitto verso il domicilio dello spettatore. Arrivati a destinazione, gli attori suonano il campanello e dopo il “Chi è” di rito iniziano il racconto.

Francesca Figini (Foto Elisabetta Baracchi)

Il progetto “Favole” è declinato per diversi contesti e differenti tipologie di pubblico, nelle prossime settimane sono in partenza anche i nuovi appuntamenti delle Favole alla Finestra, con la scala per arrivare fino alle classi delle Scuole Primarie della città, e le Favole al Telefono o su Zoom per gli ospiti di Case per Anziani e altre strutture residenziali.

“Ci sono più posti che strade” dice Martino Testadura, protagonista di una delle fiabe di Rodari, invitando a esplorare nuovi percorsi, a cercare nuove possibilità espressive e di relazione. Un progetto che si ispira implicitamente a quella “Grammatica della fantasia”, manuale per inventare storie e dispositivo speciale per uscire dalla routine dell’apprendimento. Una routine che, tra chiusura dei teatri e sospensione delle attività, rischia di colpire duramente il settore dello spettacolo dal vivo.

“Le Favole per noi sono un esperimento poetico – dice il direttore artistico Stefano Tè – che mette alla prova il linguaggio teatrale per accrescere le possibilità di relazione, senza cercare scorciatoie, senza per forza rifugiarsi in uno schermo. Gli attori percorrono i quartieri a piedi, uno per volta, verso le abitazioni degli spettatori, la performance ha un ampio raggio quindi, anche se è indirizzata a un nucleo familiare attraverso il citofono di casa. Il progetto proseguirà nelle prossime settimane con nuovi appuntamenti, allargando il raggio d’azione, ma restando fedeli alla natura della proposta. Quando la situazione epidemiologica lo consentirà effettueremo alcune aperture “clandestine” del nostro Teatro, per dimostrare la capacità delle realtà culturali di ospitare spettacoli in totale sicurezza”

www.teatrodeiventi.it

Davide Filippi (foto Chiara Ferrin)

GIANNI RODARI E LA “GRAMMATICA DELLA FANTASIA”

Gianni Rodari (Omegna, 23 ottobre 1920 – Roma, 14 aprile 1980), scrittore, poeta, giornalista, pedagogista e partigiano italiano. Specializzato in letteratura per l’infanzia, le sue opere travalicano i generi e le generazioni con la loro capacità di immaginare mondi reali e di stimolare la fantasia e la creatività. Tra le sue opere maggiori, oltre alle Favole al telefono, si ricordano Filastrocche in cielo e in terra, Il libro degli errori, Il gioco dei quattro cantoni, C’era due volte il barone Lamberto, La Freccia azzurra. Nella la sua “Grammatica della fantasia”, opera teorica sull’arte di inventare storie, ha raccolto i suoi studi sul fantastico e sull’utilizzo dell’immaginazione nell’educazione. Tradotto in molte lingue è l’unico scrittore italiano ad aver vinto il prestigioso Premio Hans Christian Andersen nel 1970. Quest’anno ricorre il centenario dalla sua nascita e sono tante le iniziative in tutta Italia per celebrare questo autore che continua a ispirare con il suo estro creativo. Il Teatro dei Venti trae ispirazione dalle Favole al telefono per mantenere una relazione creativa con il proprio quartiere, un omaggio gentile in questo periodo di difficoltà e di chiusura dei teatri.