
L’uomo, difatti, avendo saputo che il compagno della donna è attualmente detenuto in carcere, si è presentato presso l’abitazione della donna con una scusa e dopo qualche convenevole, avrebbe iniziato a picchiarla, procurandole tumefazioni alla mandibola, per poi costringerla a subire atti sessuali. Intorno alle cinque del mattino l’uomo si sarebbe poi allontanato da casa rendendosi irreperibile. La donna, dopo qualche ora di esitazione, ha deciso di presentarsi presso il locale pronto soccorso, dove i medici hanno riscontrato le lesioni, compatibili con la violenza subita. Sono stati dunque allertati i carabinieri, i quali all’esito di una serrata attività investigativa, hanno raccolto elementi e delineato un quadro indiziario sufficiente per applicare all’uomo un fermo di polizia giudiziaria con l’accusa di violenza sessuale aggravata, provvedimento convalidato oggi dal GIP che ha disposto la custodia in carcere.

