
“Musei unici che intrecciano le eccellenze enogastronomiche e le ricchezze del mondo rurale rendendole fruibili a tutti coloro che vogliono conoscere la bellezza della nostra regione- sottolineano gli assessori regionali all’Agricoltura e alla Cultura, Alessio Mammi e Mauro Felicori-. Visitare questi luoghi significa infatti scoprire da vicino un territorio ricco di suggestioni inaspettate, acquisire particolari strumenti di lettura dei paesaggi rurali, con la possibilità di degustare tutti quei prodotti di qualità che hanno reso la nostra regione famosa nel mondo”.
“Una ricchezza inestimabile in continua evoluzione- proseguono gli assessori- che testimonia l’interesse crescente per la nostra identità territoriale, la memoria contadina, le tradizioni e il tessuto socio-economico delle nostre campagne. Una rete diffusa di musei di cui andiamo molto fieri e che aspetta solo di accogliere tutti i visitatori nella grande tradizione alimentare dell’Emilia-Romagna”.
I 47 Musei del Mondo rurale
Rappresentano circa il 13% dell’intera realtà museale dell’Emilia-Romagna. Questi musei sono un vasto patrimonio etnografico di folklore e tradizione contadina. Luoghi ricchi di oggetti e testimonianze dove si manifesta il racconto di una lunga storia di lavoro e antichi mestieri, di migrazioni, bonifiche, trasformazioni di pratiche colturali, di caratteristiche e mutazioni della famiglia contadina. Una rinnovata attenzione si sviluppa anche verso gli aspetti della cultura immateriali quali canti, balli e spettacoli popolari come il teatro dei burattini.
I 26 Musei del Gusto
Di più recente sviluppo i musei del Gusto sono luoghi strettamente connessi al mondo produttivo, in cui scoprire la dimensione culturale del cibo, osservare i metodi tradizionali di produzione dei prodotti tipici, con la possibilità anche di degustarli e acquistarli. Piccoli e grandi tesori alimentari famosi in tutto il mondo che, attraverso i racconti, guidano alla scoperta di una terra che da sempre coltiva il buono per produrre eccellenze enogastronomiche.

