Ucraina, Consorzi Agrari d’Italia: quotazioni di grano, mais e soia alle stelle



L’invasione russa in Ucraina fa schizzare alle stelle le quotazioni di grano tenero, mais e soia a livello internazionale su livelli mai visti prima d’ora e le prime conseguenze potrebbero ricadere presto su consumatori e agricoltori.

È questa la convinzione di CAI – Consorzi Agrari d’Italia dopo l’analisi dei dati delle borse merci internazionali.

La prima quotazione del Matif di Parigi, borsa di riferimento per le materie prime agricole in Europa, segna 47 euro in più a tonnellata per il grano tenero (+16%), 30 euro in più a tonnellata per il mais (+12%).

La Borsa di Chicago, altro punto di riferimento internazionale per le materie prime agricole, ha registrato alla chiusura un incremento rispetto a ieri di 13 euro/tonnellata per il grano tenero, 10 euro/tonnellata per il mais e 25 euro/tonnellata per la soia.

Le contrattazioni per il grano tenero ed il mais negli Stati Uniti sono state sospese per qualche ora per eccesso di rialzo.

Attesa per le quotazioni della Borsa Merci di Bologna del pomeriggio, dopo che ieri Foggia e Milano avevano sostanzialmente lasciato invariato il prezzo del grano duro.

“È un momento delicato e dobbiamo evitare che questa crisi internazionale possa ripercuotersi su consumatori e agricoltori – spiega Gianluca Lelli, amministratore delegato di Consorzi Agrari d’Italia -. Abbiamo il dovere di evitare che qualche speculatore, puntando ad acquistare materie prime agricole a prezzi più bassi, costringa gli agricoltori a svendere il prodotto addirittura sotto i costi di produzione, esplosi a causa del caro energia e degli incrementi di concimi e mangimi”.

L’Ucraina, secondo i dati Coldiretti, ha un ruolo importante anche sul fronte agricolo con la produzione di circa 36 milioni di tonnellate di mais per l’alimentazione animale (5° posto nel mondo) e 25 milioni di tonnellate di grano tenero per la produzione del pane (7° posto al mondo) mentre la Russia è il principale Paese esportatore di grano a livello mondiale.

L’Italia, secondo l’analisi Coldiretti, importa il 64% del proprio fabbisogno di grano per la produzione di pane e biscotti e il 53% del mais di cui ha bisogno per l’alimentazione del bestiame, con l’Ucraina che è il nostro secondo fornitore di mais con una quota di poco superiore al 20%.