Iacaruso (CNA): “Sgomento e timore per la situazione in Ucraina”

“Dolore per chi sta soffrendo le conseguenze di questo attacco e preoccupazione per le conseguenze economiche che stanno colpendo in particolare il nostro territorio”



“Siamo sgomenti per la situazione che stiamo vivendo. Lo siamo prima per ragioni umanitarie, poi per la preoccupazione di una situazione che ci riporta a 60 anni fa, alla famosa crisi dei missili di Cuba. Ma lo siamo anche per le conseguenze economiche della guerra in Ucraina, che rischia davvero di mettere in crisi il distretto”. Michele Iacaruso, presidente della CNA dell’Area di Sassuolo, non nasconde i suoi timori per quanto sta avvenendo a duemila chilometri da qui.

Conseguenze dirette prima di tutto, a carico di quelle aziende che hanno rapporti commerciali in Ucraina. “La mia stessa impresa – chi parla è Michele Iacaruso, presidente della CNA dell’Area delle Ceramiche – assieme ad altre del territorio ad agosto avrebbe dovuto iniziare un progetto commissionato da imprenditori ucraini e russi per un valore di 18 milioni di euro. E’ del tutto ovvio che oggi questo progetto sia stato sospeso a tempo indeterminato, visto che questi imprenditori hanno chiuso la loro fabbrica per permettere ai propri dipendenti di mettersi al sicuro. Questo stop inciderà non solo sulle nostre imprese, ma anche su tutta la catena dei subfornitori. E crediamo di non essere gli unici in questa situazione”.

Non meno impattanti saranno i danni indiretti. Ad esempio, quelli relativi all’ennesima impennata registrata dai costi relativa all’energia, gas su tutti. “E sappiamo bene quanto questa materia prima sia determinante per il sistema di Sassuolo”.

“La Pace è un valore assoluto non negoziabile, necessario per vivere una vita vera. Ma la nostra vita dipende anche dal benessere costruito in questi anni. La crisi che stiamo drammaticamente vivendo mette in pericolo l’una e l’altro, un pericolo che cresce ogni ora che passa. E’ necessario lavorare tutti assieme – istituzioni internazionali, Unione Europea e Onu in primis – per riportare il mondo in sicurezza, e per individuare subito, sia a livello locale che nazionale, le contromisure per far sì che l’impatto economico sia il più limitato possibile, a cominciare dal contenimento dei costi dell’energia, che impattano su tutta la comunità, imprese e consumatori”, conclude Iacaruso.