lunedì, 27 Aprile 2026
ASCOLTA LINEA RADIO
8.7 C
Comune di Sassuolo
Home In evidenza Presentato il progetto di restauro del Teatro Carani di Sassuolo

Presentato il progetto di restauro del Teatro Carani di Sassuolo

La Fondazione Teatro Carani ha presentato all’amministrazione Comunale di Sassuolo il progetto esecutivo del restauro del Teatro. Presto al via i lavori con inaugurazione prevista per fine 2023



“Siamo lieti di comunicare che venerdì 4 marzo 2022, la Fondazione Teatro Carani ha
presentato all’Amministrazione Comunale di Sassuolo il progetto esecutivo del restauro del
Teatro Carani, ora davvero pronto a partire. L’avvio dei lavori è previsto per le prossime
settimane, con conclusione prevista a fine 2023”, così Angelo Borelli Presidente Fondazione Teatro Carani.

“Il progetto, curato dalla società Enerplan di Carpi, in partnership con lo studio Archea di
Sassuolo e studio GGroup di Formigine, è improntato alla conservazione della struttura e
dello stile art déco tipici dell’edificio, che è stato però completamente rinnovato nel comfort
e nelle dotazioni impiantistiche e di sicurezza.
Il pubblico del nuovo Teatro Carani ritroverà molti elementi originali: la biglietteria, le porte, i pavimenti, le pareti decorative e i grandi specchi, tutte restaurate, e anche i lampadari di Murano inseriti negli anni Settanta. I pavimenti della platea e delle gallerie saranno invece rifatti in elegante parquet di legno.
I colori degli ambienti saranno definiti assieme alla Soprintendenza per restituire il sapore
autentico dell’epoca. Anche tutti gli infissi saranno accuratamente ristrutturati per garantire
la massima funzionalità e tenuta stagna.
Tra le tante novità introdotte per rendere più efficiente il nuovo Carani spicca una pratica
reception-biglietteria all’ingresso, mentre nel foyer saranno inseriti un servizio guardaroba e un bar per il piccolo ristoro”.

“In sala – continua Borelli – il numero totale dei posti è stato ottimizzato a 628, suddivisi tra platea (360) e palchi laterali (6), prima galleria (216) e seconda galleria (46). Le poltrone sono tutte nuove, comode e disposte in modo da garantire una visione ottimale da ogni posizione. In platea, tutte le sedute sono dotate di un sistema manuale a scomparsa, possono cioè essere facilmente “nascoste” sotto il pavimento, così da consentire un utilizzo
polifunzionale della sala per altri tipi di eventi, come banchetti, feste e celebrazioni.
Vero cuore del progetto di restauro è la dotazione impiantistica. Per il comfort ambientale
verrà installato un efficiente impianto di climatizzazione a funzionamento geotermico, che
consentirà un efficace ed economico riscaldamento e raffrescamento dell’intera struttura
per il suo utilizzo sia in estate che in inverno.
Il rinnovo completo delle attrezzature audio-video digitali ha introdotto macchinari di
ultimissima generazione che consentiranno lo svolgimento di ogni tipo di spettacoli, oltre
alle proiezioni cinematografiche. In particolare, l’acustica è stata curata nei dettagli e
ottimizzata per una fruizione ottimale da ogni ordine di posti”

“L’archivio storico Costi, un patrimonio ingente di documenti, locandine, fotografie sulla
storia del Teatro – aggiunge il Presidente Fondazione Teatro Carani – verrà collocato al primo piano e sarà visitabile dagli spettatori. Gli uffici operativi saranno invece situati al secondo piano, mentre i camerini per gli attori saranno ampliati e collocati sotto il palco.
L’accessibilità ai disabili sarà garantita a ogni piano dall’installazione di un ascensore,
attivabile a richiesta”.

“Tutto è pronto e pianificato per restituire alla nostra città il suo epicentro culturale e di
intrattenimento. Rinnoviamo l’invito alla cittadinanza a sostenere questa iniziativa di
patrimonio comune. Ciascuno può dare il proprio contributo, non solo economico, ma anche
di idee e suggerimenti, per rendere la nostra città più bella, stimolante e piacevole da
vivere.
Il progetto di restauro del nuovo Teatro Carani sarà pubblicato a breve sul sito
www.teatrocarani.it, così come le modalità per contribuire.
Forza che tutti assieme ce la faremo!” conclude Angelo Borelli.