Marelli, l’azienda non ritira la procedura di chiusura dello stabilimento di Crevalcore

Oggi in Viale Aldo Moro il primo incontro dopo l’annuncio della chiusura: al Tavolo della vertenza rappresentanti dell’azienda, sindacati, Città Metropolitana di Bologna e Comune di Crevalcore. Il prossimo 3 ottobre nuovo incontro a Roma al ministero delle Imprese e del Made in Italy. “L’azienda arrivi al tavolo nazionale con il ritiro della cessata attività”



“Così è inaccettabile. Si azzeri la situazione e si riparta da un radicale cambio di paradigma della discussione accogliendo le richieste condivise. Solo così si aprirà una nuova e diversa discussione per il futuro della Marelli di Crevalcore”.

Così il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, durante il tavolo di confronto tra azienda, rappresentanti sindacali e istituzioni – Regione, Città Metropolitana di Bologna e Comune di Crevalcore – dopo l’annuncio della chiusura, nel 2024, dello stabilimento della Marelli di Crevalcore (Bologna).
Si tratta del primo appuntamento convocato dall’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla, per valutazioni sull’assetto industriale della Marelli, incontro che precede il confronto a livello nazionale previsto per il prossimo 3 ottobre a Roma al ministero delle imprese e del Made in Italy.

Il presidente Bonaccini e l’assessore Colla hanno sottolineato con forza – in linea con le istituzioni, le organizzazioni sindacali e le Rsu – le richieste per riportare la vertenza su un binario giusto ribadendo che “occorre ritirare immediatamente dalla discussione il tema della procedura di chiusura dello stabilimento di Crevalcore poiché la sospensione è assolutamente insufficiente. L’azienda porti al tavolo una proposta di reindustrializzazione, con un piano industriale di grande qualità e realizzabile, e che rappresenti una soluzione occupazionale per tutti i dipendenti. Ma anche chiarezza sulle prospettive per lo stabilimento di Bologna”.

“Abbiamo chiesto all’azienda di presentarsi al tavolo nazionale della prossima settimana con il ritiro della cessata attività” hanno aggiunto il presidente Bonaccini e l’assessore Colla.

Dopo l’avvio della procedura di chiusura, l’azienda ho ‘sospeso’ la propria decisione in attesa dei diversi confronti istituzionali, regionali e nazionali: a rischio la perdita di 229 posti di lavoro.

La crisi arriva a cinque anni dal passaggio da Stellantis alla giapponese Calsonic Kansei, controllata dal fondo americano Kkr, avvenuto nel 2018. Il sito oggi impegnato nella produzione di collettori di aspirazione aria e di pressofusi di alluminio, entrambi componenti essenziali per motori.

“Come Regione- hanno concluso il presidente Bonaccini e l’assessore Colla- come sempre, siamo pronti a fare la nostra parte per accompagnare progetti seri che guardino al futuro e salvaguardino l’occupazione. Lo faremo mettendo a disposizione strumenti, opportunità e risorse necessarie per valorizzare un pezzo fondamentale di una filiera produttiva della Motor Valley dell’Emilia-Romagna. Non possiamo permetterci di perdere una eccellenza di questo territorio, tanto più di mettere a rischio i posti di lavoro, la realtà produttiva e il suo indotto”.

Oltre alla Regione Emilia-Romagna, erano presenti al tavolo Sergio Lo Giudice per la Città Metropolitana Bologna, Marco Martelli sindaco di Crevalcore, i rappresentanti dell’azienda Marelli, Confindustria Emilia Centro nonché Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil nazionali e di Bologna, Ugl, Aqcf-r e rappresentanti dei lavoratori.

“Si è svolto oggi l’incontro presso la Regione Emilia Romagna sullo stabilimento Marelli di
Crevalcore.
Unitariamente abbiamo chiesto il ritiro della procedura di licenziamento e l’apertura di un
confronto sul piano industriale per rilanciare lo stabilimento di Crevalcore.
La Regione ha sostenuto in maniera molto forte la stessa posizione delle organizzazioni sindacali, mentre l’azienda ha rigettato la richiesta di ritirare la procedura di licenziamento collettivo che è al momento sospesa fino al 3 ottobre.
La scelta dell’azienda è estremamente grave e irresponsabile. Non è accettabile fare un confronto con la pistola puntata del contatore che ripartirà dopo l’incontro al MIMIT del 3 ottobre.
Sarà necessario proseguire la mobilitazione per riportare la richiesta in sede ministeriale.
Vista l’importanza strategica della Marelli nella filiera dell’auto, chiediamo la presenza al tavolo al MIMIT, del fondo KKR, proprietaria del Gruppo, che nel frattempo investe nelle reti di comunicazione del nostro Paese, e chiude stabilimenti.
Questa non è la giusta transizione. Non si strumentalizza in questo modo una discussione
certamente non semplice e sulla quale dovrà prendere posizione anche e soprattutto il Governo”.

Così Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità e Simone Selmi, segretario generale Fiom-Cgil di Bologna.