
Detto aggravamento è stato disposto a seguito della valutazione delle prove acquisite nell’ambito di un’articolata attività investigativa coordinata da questa Procura e condotta dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Modena, riferite al fatto che l’imprenditore, nonostante fosse dal mese di agosto 2022 sottoposto a misura cautelare personale, continuava, mediante l’indicazione nei bilanci di società a lui riconducibili, non realmente operative, di voci contabili per importi miliardari, a generare – sfruttando indebitamente alcune agevolazioni fiscali riconosciute dal Governo nel periodo della pandemia da Covid-19 – milioni di crediti di imposta inesistenti, che sono stati in parte utilizzati.
La reiterazione di condotte che configurano il reato di indebite compensazioni di cui all’art. 10-quater del D. Lgs. 74/2000 e l’accertata violazione del divieto di comunicazione cui l’imprenditore era tenuto durante gli arresti domiciliari, hanno determinato il Tribunale, su richiesta di questa Procura, a disporre l’aggravamento cautelare, attesa la necessità di interrompere le attività delittuose che immettono nel mercato crediti di imposta inesistenti mediante operazioni “tossiche” tali da ledere gravemente l’interesse erariale.

