
L’origine dei fatti risale alla mattina del 3 novembre scorso quando, intorno alle 8:00, l’infermiera che stava svolgendo regolare servizio presso il reparto prelievi di una sede distaccata Ausl della bassa reggiana, si apprestava a prelevare il sangue ad un uomo di 74 anni. L’infermiera, dopo aver eseguito il prelievo, si accorgeva che il sangue raccolto non era sufficiente per gli esami clinici a cui l’uomo avrebbe dovuto sottoporsi, pertanto gli chiedeva di attendere per effettuare un secondo prelievo che avrebbe dovuto essere eseguito da un ulteriore infermiera. Dopo circa 15 minuti di attesa, l’uomo domandava all’infermiera quando sarebbe arrivata la sua collega per effettuare il secondo prelievo ematico. L’infermiera, quindi tentava di rintracciare telefonicamente la collega, e nell’atto di prendere la cornetta del telefono, dopo aver digitato il numero dell’interno desiderato, inaspettatamente subiva un’aggressione fisica da parte dell’anziano, che le afferrava con forza il polso del braccio sinistro stringendolo e cercando di distorcerlo. Fortunatamente l’aggressione terminava grazie all’intervento di alcuni presenti. Dopo l’episodio, l’infermiera si recava presso il pronto soccorso dell’Ospedale di Guastalla per le cure del caso, che la giudicavano guaribile in 3 giorni. Il giorno successivo la vittima si recavano presso la stazione dei carabinieri di Brescello per denunciare il grave episodio occorsogli. Formalizzata la denuncia, i militari Brescellesi davano avvio alle indagini che supportate anche da concordi testimonianze, consentivano di indirizzare le attenzioni investigative nei confronti dell’odierno indagato a carico del quale venivano acquisiti elementi di presunta responsabilità, quindi veniva denunciato.
Gli accertamenti relativi al procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguiranno per i consueti approfondimenti investigativi al fine di consentire le valutazioni e determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale.

