

Il 52enne reggiano si era reso responsabile di una serie di condotte persecutorie, arrivando anche a chiamare più volte il centralino dei carabinieri avvertendo che avrebbe commesso un omicidio, perché l’ex moglie doveva morire. L’uomo, seppur trascorsi circa 8 anni dall’allontanamento dell’ex dal domicilio familiare, ha continuato a covare rancori nei confronti della donna tanto che aveva iniziato a molestarla mediante ripetute telefonate, messaggi, insulti, minacce, pedinamenti e appostamenti.
Il presunto stalker si sarebbe quindi macchiato di una serie di condotte illecite per le quali, al termine delle indagini, i Carabinieri della stazione di Luzzara, a cui la donna si è rivolta, l’hanno denunciato alla locale Procura della Repubblica per il reato di atti persecutori. Denuncia che aveva visto la Procura reggiana, richiedere e ottenere immediatamente l’applicazione nei sui confronti della misura cautelare del divieto di avvicinamento dai luoghi frequentati dalla vittima, prescrivendogli il contestuale mantenimento di una distanza di almeno 500 metri e il divieto assoluto di comunicare con la stessa con qualsiasi mezzo, anche per interposta persona.
A distanza di mesi, l’altra notte ha violato la misura chiamando nuovamente il 112 e segnalando di trovarsi sotto casa della ex moglie, richiedendo l’intervento di una pattuglia dei carabinieri altrimenti avrebbe fatto del male alla donna. I militari luzzaresi giungevano nell’immediato arrestandolo. Quindi la convalida dell’arresto dell’uomo che veniva rimesso in libertà sino al pomeriggio del 13, quando i carabinieri davano esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere immediatamente richiesta e ottenuta dalla Procura reggiana.
Il procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguirà per i consueti approfondimenti investigativi al fine di consentire al Giudice di verificare l’eventuale piena responsabilità dell’indagato.

