Maranello: la Sala Civica di Gorzano intitolata a Franco Bergonzoni



Da ieri sera la Sala Civica ‘Le Nuvole’ di Gorzano è intitolata a Franco Bergonzoni, figura di spicco nella vita politica e sociale di Maranello, scomparso nel dicembre del 2022.

La targa con il suo nome è stata scoperta da sua figlia Mara e dal Sindaco Luigi Zironi, alla presenza di tanti cittadini che lo hanno conosciuto e di numerosi esponenti di associazioni locali che hanno condiviso con la famiglia Bergonzoni e con l’Amministrazione comunale l’idea dell’intitolazione.

Franco è stato Consigliere comunale, Presidente della sezione cittadina dell’ANPI, fondatore del Comitato Orti e volontario attivissimo nella comunità maranellese, per la quale si è sempre impegnato su più fronti con energia e generosità.

“In ogni sua battaglia, Franco ha riversato una passione sincera e sanguigna che non dimenticheremo mai – così lo ha ricordato il Sindaco Zironi -. La tutela dei più fragili, i diritti degli ‘ultimi’ e la giustizia sociale erano i temi centrali di ogni sua iniziativa. Franco era sempre in prima linea, credeva nel volontariato come veicolo di solidarietà, come forza concreta e propositiva a servizio della collettività. Era genuino, diretto, aveva un carattere schietto, amava stare a contatto con i ragazzi. Franco aveva un cuore grande, e intitolargli questa sala civica, situata in un luogo che lui adorava, è un oggi un onore per la comunità maranellese, che gli deve davvero tanto”.

“Mio padre era una persona rara – ha detto commossa sua figlia Mara -, perché raro è oggi il coraggio. Rara è oggi l’onestà, la coerenza, la sincerità dei sentimenti. Raro perché aveva dei valori e i suoi valori li portava scolpiti dentro in maniera indelebile. Aveva anche la capacità di vivere secondo i valori in cui credeva. Per questo riusciva a meritarsi la stima, il rispetto e l’affetto di tutti. E per questo per noi era un esempio. Mio padre per chi lo ha conosciuto era uno spirito libero, e per tutta la vita ha difeso la sua libertà, e la libertà dei più deboli. Ha sempre avuto attenzione per gli altri ed ora, attraverso la dedica di questa sala, ogni qualvolta si pronuncerà il suo nome sarà come regalare un po’ di vita a chi ha dedicato la sua alla nostra comunità”.