
Dopo le prime cure all’Università di veterinaria di Ozzano i piccoli sono stati presi in cura, appena dimessi dalla clinica, da due sorelle, Lucrezia e Sofia. “I cuccioli sono due simil setter e sono stati buttati nella campana del vetro che avevano qualche giorno di vita”, racconta Lucrezia, che continua: “Avevano ancora il cordone ombelicale attaccato. Grazie al coinvolgimento di mia sorella, che è studentessa a Veterinaria e ha assistito i cagnolini appena arrivati, abbiamo deciso di portarli a casa e li stiamo svezzando con il biberon. Li abbiamo chiamati Mirtilla e Apollo, ma purtroppo ne potremo tenere solo uno dei due, decidere chi… è difficilissimo!”.

Mirtilla e Apollo stanno crescendo e l’associazione vuole fare eco alla ricerca delle due ragazze per trovare una nuova famiglia a uno dei due (scrivendo a lucrezia.fabbri@studio.unibo.it) e, come ha già annunciato, continuerà a seguire da vicino la vicenda, augurandosi che possano emergere dalle indagini in corso filmati o testimonianze che inchiodino il colpevole due morti scampate per miracolo.

