
Secondo quanto emerso nel corso delle indagini l’uomo, in abituale stato di alterazione determinato dall’assunzione volontaria di stupefacenti, maltrattava il padre 70enne sottoponendolo a continui atti di vessazione fisica, morale e psicologica; ingiuriandolo, pretendendo da lui quotidianamente denaro, minacciandolo, percuotendolo e costringendolo a vivere in un clima di terrore e paura. In più circostanze e con frequenza quasi quotidiana, gli chiedeva somme di danari ingiuriandolo e minacciandolo con espressioni tipo “ti picchio”, “ti do fuoco”… A dicembre dell’anno scorso, pretendendo danaro, lo aggrediva spingendolo plurime volte fino a farlo cadere per terra; in altra occasione, nel corso di uno dei soliti litigi, di fronte alla reazione difensiva del padre prima gli sferrava un calcio al ginocchio e poi lo colpiva con un asse di legno alla schiena. Lo scorso mese di aprile gli scagliava contro una bici causandogli lesioni giudicate guaribili in 10 giorni.
Gravi condotte maltrattanti quelle che avrebbe compiuto il 47enne reggiano, in conseguenza delle quali la Procura, concorde con gli esiti investigativi dei carabinieri di Fabbrico, richiedeva ed otteneva l’odierna misura cautelare che veniva quindi eseguita dai carabinieri. Gli accertamenti relativi al procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguiranno per i consueti approfondimenti investigativi al fine delle valutazioni e determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale.

