
Il geologo, specializzato nello studio dei cinematismi delle frane di crollo, ha già compiuto diversi sopralluoghi, confermando purtroppo la presenza di molte porzioni del versante a rischio franamento che escludono la possibilità di riaprire la Sp 108 in condizioni di sicurezza. Questo potrà avvenire solo dopo il completamento dello studio finalizzato a definire le modalità del miglior intervento possibile, studio che la Provincia ha già avviato e che, ipotizzando appunto la realizzazione di un vallo che dissipi l’energia cinetica dei massi, prevede ulteriori approfondimenti: un rilievo plano-altimetrico con laser scanner, ormai ultimato, e uno studio geomeccanico con rotolamento dei massi. Questa attività, che prevede anche di calarsi in parete e analizzare il quadro fessurativo e la stabilità dei singoli blocchi a rischio distacco, è iniziata proprio ieri, giovedì, e proseguirà per circa due settimane.

Per il ripristino e la messa in sicurezza della Sp 108, come noto, la Provincia ha già provveduto, all’indomani dell’ondata di maltempo del 19 e 20 ottobre, a rendicontare alla Protezione civile nazionale attraverso la Regione una stima danni di 280.000 euro. Una somma che, proprio ieri, il Consiglio provinciale ha anticipato approvando un assestamento di bilancio.

