
Matteo Mesini è arrivato nella capitale europea con un messaggio che non lascia margini di ambiguità: “L’Europa non può permettersi di perdere la sua manifattura. Occorrono regole nuove e per scriverle bisogna conoscere e capire il territorio” ha detto il Sindaco, rivolgendo un appello alla leadership europea: “Venite a Sassuolo per definire insieme alle imprese e ai lavoratori norme più efficaci: è qui che nasce il vero Made in Europe”.
Il sindaco ha richiamato un dato che fotografa la dimensione del distretto: la ceramica di Sassuolo dà lavoro a circa 40 mila persone, tra diretti e indotto. Ma non è solo una cifra: significa decine di migliaia di famiglie, una comunità intera che ruota attorno a una filiera industriale solida, capace di produrre valore economico e coesione sociale.
Tutto parte da Sassuolo, dove è nata la piastrella industriale moderna: un mix di creatività, tecnica e capacità produttiva che oggi concentra l’80% della ceramica italiana.
“Questo patrimonio industriale, sociale e culturale – ha osservato Mesini – non è soltanto italiano. È europeo. E l’Europa ha il dovere di tutelarlo”.
La direzione è chiara: difendere la ceramica non significa inseguire nostalgie industriali, ma proteggere un asset strategico. È geopolitica economica. È salvaguardare uno dei pilastri del Made in Italy e, soprattutto, del Made in Europe: tecnologia, qualità, competizione globale costruita su innovazione e regole, non su chi punta al ribasso sacrificando diritti e responsabilità.

Per Mesini la priorità è netta: “Serve un’Europa che difenda la sua manifattura. Che protegga i settori esposti alla concorrenza sleale. Che sostenga chi investe davvero in sostenibilità. Il sistema di tassazione ETS, oggi, va ripensato. Non chiediamo privilegi: chiediamo regole eque”.
Il sindaco ha ricordato che la ceramica italiana ed europea è già la più sostenibile al mondo: efficienza energetica, uso di rinnovabili, recupero del calore, riduzione degli sprechi. Eppure il sistema ETS continua a pesare in modo sproporzionato su settori energivori come la ceramica, sottraendo risorse che potrebbero essere destinate a innovazione, digitalizzazione, nuove competenze e nuovi posti di lavoro.
Il suo intervento si è chiuso con un invito diretto alle istituzioni europee: “Venite a Sassuolo. Venite a vedere cosa significa un distretto autenticamente europeo: imprese, lavoratori, sindacati, scuole e istituzioni che collaborano. Un modello che funziona. Un patrimonio che l’Europa deve avere il coraggio di proteggere”.
L’Assessore Federico Ferrari ha posto l’attenzione sul tema della trasparenza e della tutela del mercato interno: “Il settore ceramico europeo soffre una concorrenza sleale crescente da parte di Paesi extra-UE – ha affermato – che non rispettano gli stessi standard ambientali, di sicurezza o salariali. È indispensabile che i consumatori europei possano conoscere con chiarezza l’origine dei prodotti. L’obbligo di marchiatura Made In per le piastrelle è una misura di equità e di difesa della qualità. Le nostre imprese rispettano le norme ambientali più avanzate al mondo e garantiscono sicurezza, contratti, welfare e salari adeguati. Non si può accettare che prodotti a basso costo, ottenuti con standard inaccettabili, arrivino sul mercato europeo senza alcuna indicazione chiara al consumatore. La tracciabilità è un diritto e un elemento essenziale di concorrenza leale”.

