
Le malattie di base che determinano queste patologie sono principalmente la malattia aterosclerotica dilatativa dell’aorta caratteristica del paziente anziano , le dissezioni e i traumi dell’aorta in particolare da incidente stradale invece più tipiche del paziente di giovane età.
“Il 2025 rappresenta ad oggi l’anno con il più elevato numero di trattamenti endovascolari complessi a livello dell’arco aortico e dell’aorta toraco-addominale a Modena” spiega il Prof. Roberto Silingardi, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Vascolare – La possibilità di utilizzare endoprotesi prodotte su misura, in base all’anatomia specifica del singolo paziente, permette di preservare con la massima precisione possibile i rami dell’aorta che portano sangue al cervello, agli arti superiori e agli organi addominali. Ricorrere a questa chirurgia mini-invasiva permette di evitare interventi chirurgici a cielo aperto estremamente gravosi per i pazienti, che richiederebbero spesso l’impostazione di una circolazione extra-corporea o l’intervento di un Cardiochirurgo.”
“Nonostante la mini-invasività di questi interventi” – specifica il Prof. Stefano Gennai, specialista del trattamento complesso dell’aorta toracica e toraco-addominale – “Non bisogna sottovalutare l’elevata complessità tecnica di queste delicate procedure, che richiedono un accurato studio pre-operatorio e la massima coordinazione tra tutte le figure assistenziali coinvolte. Risulta pertanto fondamentale riconoscere l’eccellente operato dei Colleghi Anestesisti, Cardiologi, del personale infermieristico e tecnico del blocco operatorio così come del personale infermieristico e socio-assistenziale del reparto”.
“Occorre infine ringraziare i cittadini Modenesi”, conclude il Prof. Roberto Silingardi “con il cui contributo è stato possibile realizzare la Sala Ibrida, sala operatoria tecnologicamente avanzata senza la quale sarebbe difficile il raggiungimento di questo traguardo”.

