
Il programma della manifestazione, indetta dal Comune di Villa Minozzo in collaborazione con la Provincia, le associazioni partigiane Alpi-Apc ed Anpi, l’istituto Istoreco, la locale sezione dell’associazione nazionale carabinieri, gli alpini, la Croce verde e la Pro loco, prevede, alle 10.30, il ritrovo in piazza della Maestà.
Dopo i saluti del primo cittadino, Elio Ivo Sassi, ci saranno gli interventi delle autorità civili e militari e degli studenti dell’istituto comprensivo villaminozzese. Si proseguirà con la deposizione di una corona e la benedizione del monumento dedicato al carabiniere caduto. Alle 11, nella chiesa parrocchiale, è inoltre prevista la concelebrazione della messa in suo suffragio da parte del cappellano militare don Luca Giuliani e del parroco, don Giuliano Marzucchi.
“Bondi, in servizio a Bologna – racconta il sindaco Sassi, nonché presidente provinciale dell’Associazione liberi partigiani italiani – partigiani cristiani di Reggio Emilia – fu tra i primi, dopo l’8 settembre 1943, ad aderire al movimento di liberazione e si arruolò in una formazione partigiana comandata da ufficiali dell’arma. Dopo essersi occupato del rifornimento di armi e di curare i contatti tra le forze combattenti sull’Appennino emiliano, venne ad affrontare il nemico nella sua montagna”.
Si distinse sempre per capacità, coraggio e determinazione. “Il 12 gennaio 1945 – prosegue Sassi – durante un duro scontro col nemico nella zona di Secchio, fu catturato. Aveva ricevuto l’ordine di resistere ad oltranza con i suoi uomini, che dopo diverse ore furono però costretti a desistere. Riuscì a metterli in salvo, ma lui non ebbe la possibilità di fuggire. Fu imprigionato a Ciano d’Enza, dove subì pressanti e travagliati interrogatori e venne a lungo torturato. Tuttavia rimase fedele ed incrollabile nei sui ideali e fu fucilato, il 26 gennaio, assieme ad altri cinque prigionieri. Morì gridando ‘viva l’Italia’”.
La rievocazione avrà termine, alle 12.30, nella sede della Pro loco di Morsiano, con un momento conviviale.
“Ricordare Domenico Bondi – conclude Elio Ivo Sassi – cui sono stati anche intitolati alcuni corsi per allievi carabinieri e la caserma di San Polo d’Enza, significa custodire la memoria di un uomo che scelse il dovere e l’onore, pagando con la propria vita la fedeltà ai valori della libertà e della democrazia. Il suo esempio continua a parlare alle nuove generazioni e resta patrimonio vivo della nostra comunità, e non solamente”.

