
“Non comprendiamo la logica di un progetto che migliora il servizio ai pazienti ma peggiora le condizioni lavorative del personale, senza nemmeno generare risparmi economici – si legge nella nota sindacale – Significative sono le difformità anche rispetto a progetti analoghi già operativi in altre strutture dell’AUSL. Al Franchini, i pasti dovranno essere gestiti dagli OSS dell’ospedale e non dagli operatori CIR, come invece avviene all’ASMN. Allo stesso modo, la mensa dei dipendenti sarà affidata a CIR e non agli Operatori tecnici di cucina, come succede attualmente a Scandiano e al Morel”.
“Manca coerenza e uniformità nelle scelte organizzative – sottolineano Fp Cgil e Uil Fpl – Ogni struttura sembra seguire logiche diverse, creando disparità di trattamento e confusione operativa”.
Un’ulteriore perplessità riguarderebbe le ricadute economiche sul personale. I sindacati denunciano come sia prassi consolidata della Dirigenza avviare procedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti che, per vari motivi, non usufruiscono in modo corretto dell’accesso alla mensa.
“Una politica sanzionatoria che aggiunge preoccupazione a un clima già teso, dove i lavoratori si sentono sempre più penalizzati da scelte organizzative che sembrano privilegiare esclusivamente il contenimento dei costi del personale – sottolineano – A seguito dell’incontro con i dipendenti, già programmato per il 22 gennaio prossimo, chiediamo un confronto urgente con la Dirigenza AUSL per rivedere il progetto, garantendo sia la qualità del servizio ai degenti sia la tutela dei diritti e della stabilità lavorativa degli operatori tecnici di cucina”.

