
Andando nel dettaglio del report, elaborato sulla base di dati Istat, rispetto al 2024 le vendite estere regionali sono cresciute di circa 1,1 miliardi di euro (+1,3%), un dato positivo anche se inferiore alla media nazionale (+3,3%).
L’Emilia-Romagna risulta la prima regione su scala nazionale per valore del saldo commerciale con l’estero, pari a 33,2 miliardi di euro (al netto dei flussi non regionalizzati) oltre che seconda regione per export pro-capite, con 18.883 euro per residente (la media nazionale è 10.911 euro).
“I dati del 2025 confermano la capacità di competitività e resilienza del nostro sistema produttivo in un contesto globale complesso- affermano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e il vicepresidente con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla-. Il primato nazionale nel saldo commerciale e la crescita in settori chiave come l’agroalimentare e la farmaceutica dimostrano che l’integrazione tra innovazione, ricerca e saper fare delle nostre imprese è la strada giusta. Le relazioni a sistema con le nostre Università e la Rete alta tecnologia, insieme al costante investimento sulle competenze, fanno sì che la nostra regione continui a correre, trainata da comparti di eccellenza, nonostante il rallentamento di alcuni mercati extra-Ue e le incertezze geopolitiche nel Medio Oriente. Il compito che abbiamo davanti è continuare con questo passo, ampliando i nostri mercati di riferimento e lavorando per supportare i settori che oggi sono più in difficoltà. In questo scenario di incertezza, senza un intervento ponte straordinario, il rischio è quello di un serio impatto sul sistema socioeconomico. Proprio per affrontare le conseguenze della attuale situazione geopolitica e geoeconomica, abbiamo convocato i firmatari del Patto per il Lavoro e per il Clima per lunedì prossimo”.
Dando uno sguardo ai settori, le performance migliori nel 2025 sono state quelle dei prodotti dell’agricoltura, silvicoltura e pesca (+17,4% sul 2024); articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+9,0%); prodotti alimentari, bevande e tabacco (+6,8%); apparecchi elettrici (+4,8%). Segno negativo, invece, per prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (–5,7%); computer, apparecchi elettronici e ottici (–5,7%); sostanze e prodotti chimici (–3,7%).
Sul piano geografico emerge un rafforzamento dei mercati europei e una debolezza di quelli extra-europei: l’export verso l’Ue-27 è in crescita su base annua del +5,7%, mentre quello verso i mercati extra-UE registra un calo del –3,4%.
La flessione dei mercati extra-europei riguarda in particolare le Americhe (–5,5%), con una contrazione delle vendite negli Stati Uniti (–6,5%), e l’Asia nel suo complesso (–3,4%), con dinamiche differenziate: crescita verso Asia centrale (+3,5%) e Medio Oriente (+3,8%), calo verso l’Asia orientale (–7,8%).
La Germania torna a essere il primo mercato di destinazione dell’export regionale, con 10,6 miliardi di euro di vendite (12,6% del totale) e una crescita del +9,1% rispetto al 2024. Seguono, come destinazione, gli Stati Uniti con 9,4 miliardi (11,2% del totale) in calo del -6,5% sul 2024 la Francia con il 10,4% e la Spagna con il 5,5%.

