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Processo Ambrosio, la Fit Cisl ER chiederà di costituirsi parte civile

Aldo Cosenza: “Basta proclami sulla sicurezza, ognuno si assuma le proprie responsabilità”



Aldo Cosenza

“E’ tempo che ognuno si assuma le proprie responsabilità. La Fit Cisl Emilia Romagna il prossimo 13 maggio, alla prima udienza in Corte d’Assise del processo per la tragica morte del capotreno Ambrosio, presenterà istanza per costituirsi parte civile. Lo dobbiamo alla memoria di Alessandro e lo dobbiamo a tutte le lavoratrici e i lavoratori del trasporto pubblico che ogni giorno continuano a fare con grande sacrificio il proprio dovere, esponendosi a frequenti situazioni di rischio durante il proprio servizio”.

E’ quanto ha dichiarato Aldo Cosenza, segretario generale regionale della categoria che in Emilia Romagna vanta il maggior numero d’iscritti nel settore.

“Sono passati quasi quattro mesi da quel terribile omicidio che ha giustamente suscitato clamore e indignazione in tutta l’opinione pubblica – ha proseguito Cosenza -, ma spente le telecamere sono rimasti lettera morta tutti i buoni propositi, i precisi impegni e gli affidamenti presi da Prefettura, istituzioni e politica. A partire da quelli sbandierati nell’incontro che abbiamo avuto con il prefetto di Bologna due giorni dopo la tragedia avvenuta nei pressi della Stazione centrale del capoluogo felsineo. In tal senso, attendiamo ancora che lo stesso prefetto di Bologna convochi un tavolo di coordinamento di tutte le prefetture dell’Emilia-Romagna, così come aveva annunciato”.

“Maggiore presenza della Polfer a bordo treno, aumento del presidio delle forze dell’ordine nelle stazioni, maggiore velocità d’intervento delle stesse delle forze dell’ordine a seguito delle chiamate del personale in fase di criticità, investimenti infrastrutturali con l’installazione dei tornelli per permettere l’accesso a bordo treno dei soli passeggeri muniti di biglietto. Sono queste solo alcune delle nostre proposte  che hanno trovato un immediato e unanime coro di consensi da parte dei diversi schieramenti politici e delle istituzioni, ma che poi nel concreto, alla prova dei fatti, si sono rivelati come impegni di facciata, presi con leggerezza sull’onda dell’emotività”, ha rincarato la dose il sindacalista.

Accuse, quelle del leader regionale della Fit Cisl ER, che trovano un’incontrovertibile conferma nei dati diffusi nei giorni scorsi dalle aziende del trasporto locale. Difatti, in Emilia-Romagna, nel solo 2025, si sono registrate 91 aggressioni ai danni del personale ferroviario di Trenitalia Tper, con conseguenze dirette anche sul piano sanitario, psicologico e lavorativo: 39 gli infortuni denunciati e ben 544 giornate totali di assenza dal lavoro. E anche se gli episodi, che si sono verificati perlopiù nelle stazioni e a bordo dei treni, hanno avuto una concentrazione significativa nell’area bolognese, “sono ampiamente e drammaticamente diffusi in tutta la regione”.

“Un quadro complessivo – ha concluso Cosenza – che non fa altro che confermare l’allarme che, inascoltati, lanciamo da tempo: si tratta di un fenomeno strutturale che riguarda l’intero sistema del trasporto pubblico e che impone uno sforzo immediato, collettivo e straordinario. Non è più tempo di trincerarsi dietro sterili proclami, occorre un vero cambio di rotta. Per questo siamo convinti che la nostra richiesta di costituirsi parte civile nel processo Ambrosio, qualora fosse accolta, potrebbe essere un concreto e decisivo passo in questa direzione”.