
Quattro nuove dottoresse in ricerca hanno concluso oggi al Centro Internazionale Loris Malaguzzi con la discussione delle tesi il PhD in Reggio Childhood Studies – From early childhood to lifelong learning dottorato internazionale e interdisciplinare che nasce dalla collaborazione tra l’Università di Modena e Reggio Emilia – Dipartimento di Educazione e Scienze Umane e Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi ETS, come partner industriale, con il supporto di istituzioni e realtà del territorio. Sono Francesca D’Alessandris, Annalisa Liuzzi, Piera Maresca, Matilde Teggi.
La commissione era composta dalla presidente, professoressa Carla Bagnoli, Università di Modena e Reggio Emilia, Marta Pellegrini, professoressa dell’Università degli Studi di Cagliari, Filippo Gomez Paloma, professore dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale, membro esperto, Cristian Fabbi, Direttore di Fondazione Reggio Children.
Il programma di dottorato affonda le proprie radici nella filosofia ed esperienza educativa nata a Reggio Emilia e nella storia di città etica, che riconosce nell’infanzia non soltanto un’età della vita, ma una condizione permanente dell’umano. L’interdisciplinarietà e la natura residenziale del programma sono caratteristiche distintive: i dottorandi e le dottorande conoscono le realtà culturali e sociali della città, condividono spazi e attività nelle sedi di Unimore, Fondazione Reggio Children e nel centro di ricerca all’ex Caffarri. Il Dottorato si propone di dar vita a una comunità di apprendimento che si arricchisce attraverso esperienze e relazioni.
Finora 29 dottori e dottoresse in Reggio Childhood Studies
A oggi sono 29 i dottori e dottoresse in Phd Reggio Childhood Studies. I ricercatori e le ricercatrici provengono da Arabia Saudita, Brasile, Cina, Francia, Giappone, Iran, Kenya, Nuova Zelanda, Portogallo, Russia, Stati Uniti, Sudafrica. Molte Università e istituzioni, italiane e internazionali, sono coinvolte nel collegio docenti e nella supervisione: dalle Università di Bologna, Cagliari, Verona e Politecnico di Milano, a Ghent University (Belgio), Harvard University, Massachusetts Institute of Technology – MIT, University of Colorado Denver (USA), Teesside University (Regno Unito), University of Amsterdam (Paesi Bassi), University of Applied Sciences (Germania), University of Pardubice (Repubblica Ceca), Queen’s University e Western University (Canada). Tra i partner istituzionali e industriali negli anni Associazione Circi, Comer Industries, Farmacie Comunali Riunite, Fondazione Manodori, the LEGO Foundation, Unindustria.
Le ricerche discusse oggi
Francesca D’Alessandris ha trattato il tema “Atmosfere, emozioni, comunità: fondamenti filosofici per un’educazione estetica contemporanea”, relatrice la professoressa Annamaria Contini, Università di Modena e Reggio Emilia, correlatore il professor Massimiliano Tarozzi Università di Bologna. Questa tesi sviluppa un quadro filosofico per l’educazione estetica contemporanea, esaminando tre componenti fondamentali dei contesti educativi e dei processi di apprendimento: le atmosfere, le emozioni e la costruzione di comunità, con particolare riferimento all’approccio di Reggio Emilia, indagando come le esperienze e le pratiche estetiche funzionino come modalità di costruzione di significato e come processi formativi che alimentano l’autonomia, la vita comunitaria, l’apprendimento lungo tutta la vita.
Annalisa Liuzzi ha sviluppato una tesi su “La musica contemporanea di ricerca come risorsa formativa a partire dalla prima infanzia”, relatrice la professoressa Ingrid Pustijanac, Università degli studi di Pavia, correlatrice Carla Cuomo, Università di Bologna. Questa tesi transdisciplinare, che presenta casi-studio, intreccia ricerca pedagogica e musicologica per evidenziare il potenziale formativo che la musica contemporanea di ricerca può offrire nei contesti educativi sin dalla prima infanzia. Emerge un insieme di linee guida teorico-pratiche per la progettazione di esperienze sonoro-musicali, aprendo sia allo sviluppo curricolare fin dalla prima infanzia sia a ulteriori applicazioni nella ricerca musicologica e artistico-musicale.
Piera Maresca si è occupata di povertà educativa con la tesi dal titolo “Non uno di meno: quando la corresponsabilità scuola-famiglia diventa strumento di lotta alla povertà educativa. Sguardi sulla scuola primaria, ispirati al Reggio Emilia Approach”, relatrice Professoressa Paola Dusi, Università degli studi di Verona. Il lavoro nasce dall’esperienza personale come insegnante e genitore, mossa da interrogativi sulla povertà educativa e sulle criticità della partecipazione delle famiglie alla vita scolastica. L’ipotesi centrale è che una corresponsabilità scuola-famiglia autentica, ispirata ai principi dell’approccio di Reggio Emilia, possa diventare uno strumento efficace per contrastare le disuguaglianze.
Matilde Teggi con “Raccontare l’arte con tatto: albi illustrati e libri tattili illustrati come mediatori per l’educazione museale”, come relatrice la Professoressa Ilaria Filograsso, Università degli studi “Gabriele d’Annunzio” Chieti-Pescara, correlatore James M. Bradburne, Accademia di Brera. La ricerca-azione indaga il ruolo dell’arte come risorsa per imparare a guardare e del museo come spazio educativo costruttivista. È stata condotta una sperimentazione, Parol&Immagini, attraverso la metodologia della ricerca-azione, co-progettata con Musei Civici di Reggio Emilia, Istituto Garibaldi per i Ciechi e Liceo Matilde di Canossa (RE), nell’ambito della proposta di “Scuola In Museo” con l’obiettivo di progettare dei libri tattili illustrati ispirati a opere d’arte del patrimonio museale.

