
Uno dei due è stato trovato in possesso di un cutter e un martello, circostanza che lo ha portato a essere denunciato. Il 33enne di origine rumena, domiciliato a Bologna, è stato deferito dai Carabinieri alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia con l’accusa di porto ingiustificato di armi o oggetti atti a offendere. L’indagine è attualmente in corso per ulteriori accertamenti, finalizzati alle valutazioni necessarie alla decisione sull’esercizio dell’azione penale.
L’episodio si è svolto poco dopo le 18:00 del 18 maggio, quando i militari sono stati allertati da una segnalazione giunta dal supermercato “Conad”. All’interno dell’esercizio commerciale, due persone avevano assunto un comportamento ambiguo che aveva insospettito il personale, per poi allontanarsi rapidamente a piedi abbandonando la merce che stavano maneggiando. Dipendenti del supermercato sono però riusciti a seguirli visivamente e a bloccarli temporaneamente nei pressi di un’azienda vicina, proprio mentre giungeva sul posto la pattuglia dei Carabinieri.
I due, un uomo e una donna entrambi 33enni e di nazionalità rumena, conviventi e disoccupati, sono stati identificati. Sebbene la perquisizione personale effettuata immediatamente dai militari non abbia permesso di rinvenire nulla di sospetto, gli accertamenti si sono estesi al veicolo in loro utilizzo, una Fiat Punto parcheggiata nei pressi del supermercato. All’interno dell‘auto, completamente disponibili al conducente, sono stati trovati oggetti sospetti: un cutter con lama di 11 centimetri nascosto vicino al sedile del guidatore, un altro cutter nella tasca della portiera lato guida e un pesante martello marchiato “Beta” del peso di circa 1,8 chilogrammi e lungo 30 centimetri, rinvenuto nel bagagliaio.
Non avendo l’uomo fornito spiegazioni plausibili sul possesso di tali strumenti in quello specifico contesto, il materiale è stato sequestrato penalmente. Sulla base delle prove raccolte e per la violazione dell’articolo 4 della Legge n. 110 del 1975, l’uomo è stato denunciato in stato di libertà alla Procura presso il Tribunale di Reggio Emilia. Gli oggetti sequestrati sono stati messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per i provvedimenti del caso.

