
L’episodio più recente si è verificato il fine settimana scorso al lago Pratignano nel comune di Fanano, quando alcuni turisti hanno chiamato i volontari del Centro fauna dopo aver avvistato un “bambi” sotto un cespuglio, apparentemente abbandonato. Grazie all’invio di una foto dell’animale, tramite cellulare, i volontari hanno potuto verificare che, in realtà, il piccolo non stava correndo alcun pericolo. Questo, infatti, è il periodo della riproduzione dei caprioli e dopo il parto la madre abbandona anche per ore il piccolo sorvegliandolo a distanza e mantenendo il contatto, tramite segnali acustici, per poi avvicinarlo solo nel momento dell’allattamento.
Non si tratta, quindi, di cuccioli abbandonati ed è sbagliato toccarli nell’intento di soccorrerli e portarli a casa, anche perché la detenzione di questi animali è vietata. Quando ci si imbatte in un piccolo capriolo acquattato in un prato, occorre allontanarsi subito perché il contatto con l’uomo produce inevitabilmente un’alterazione dell’odore dei cuccioli, con l’effetto di rendere la madre molto circospetta fino al punto di abbandonarli.
Il Centro fauna selvatica Il Pettirosso di Modena opera sulla base di una convenzione con la Provincia di Modena.
Per le segnalazioni e richieste di intervento sono attivi 24 ore su 24 alcuni numeri telefonici: 339 8183676-339 3535192 oppure è possibile chiamare anche il servizio 118.

