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Zona stazione Reggio Emilia, progetto sperimentale per la creazione di un punto di ascolto e orientamento sanitario



Nell’ambito di un approccio integrato ai temi della Zona Stazione di Reggio Emilia, per affrontare le diverse criticità sociali e fragilità personali avvalendosi delle competenze presenti sul territorio e per rispondere ai diversi bisogni emergenti cercando anche di individuarli il più precocemente possibile, Azienda Usl e Comune di Reggio Emilia creano – in via sperimentale un Punto di ascolto e intercettazione precoce del bisogno socio-sanitario.

La sede del Punto di ascolto è stata individuata in uno spazio al piano terra di viale 4 Novembre, di proprietà del Comune e gestito dalla cooperativa L’Ovile: si tratta di uno dei tre luoghi già operativi nel quartiere nell’ambito del progetto “Stazioni di servizio con la comunità”. L’attività sarà svolta un pomeriggio a settimana – il martedì, dalle ore 14 alle 17 – a decorrere dal 6 maggio 2025.

Il progetto viene avviato con personale afferente al Servizio infermieristico domiciliare (SID) dell’Ausl di Reggio Emilia, che ha dato la disponibilità a collaborare. Nella fascia oraria prescelta è presente in zona l’Unità di Prossimità e nello stesso tempo è attivo abitualmente il Centro per la Salute della famiglia straniera in viale Risorgimento, palazzina H.

Stabilito il contatto e individuati i bisogni delle persone, il personale sanitario orienterà e invierà le stesse ai servizi utili. Sono previsti interventi di base, quali una prima educazione terapeutica e la rilevazione di parametri vitali minimi come pressione arteriosa, temperatura, saturazione e glicemia.

Al termine della sperimentazione, sarà valutata l’opportunità e l’eventuale modalità di proseguimento del progetto ed una sua strutturazione definitiva.

Anche nei contesti sociali e culturali più fragili, che per altro fanno parte e incidono sull’intero tessuto delle comunità urbane, l’orientamento dei Servizi socio-sanitari è rivolto a una intercettazione precoce del bisogno, come in questo caso anche attraverso interventi pro-attivi e in una logica di prossimità. Occorre portare infatti i professionisti verso i luoghi in cui i bisogni devono essere individuati il più precocemente possibile, a vantaggio delle persone interessate e della comunità nel suo insieme.

In linea con quanto previsto dal decreto ministeriale 77 del 2022 sui modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale, il progetto di viale 4 Novembre agisce su un’area cittadina circoscritta, riconosciuta come fragile e per questo già interessata da politiche e progetti di innovazione sociale, cura e rigenerazione urbana.