Si è svolto giovedì 8 gennaio 2026, nella Sala del Tricolore, il convegno “Evangelizzazione e attualità di Camillo Prampolini”, promosso dal Rotary Club Reggio Emilia in occasione delle celebrazioni per il 229° anniversario della Bandiera italiana.
L’iniziativa, ormai parte della tradizione cittadina legata al Primo Tricolore, ha voluto rendere omaggio a Camillo Prampolini, figura centrale della storia politica e sociale reggiana e nazionale, riconosciuto come uno dei padri del socialismo italiano e protagonista di una straordinaria stagione di impegno civile, educativo e cooperativo.
Ad aprire l’incontro i saluti istituzionali del Sindaco di Reggio Emilia Marco Massari e del Presidente del Rotary Club Reggio Emilia Emanuele Galaverni, che hanno sottolineato l’attualità dei valori incarnati da Prampolini – libertà, giustizia sociale, inclusione, rifiuto della violenza e rispetto delle minoranze – richiamandoli come punti di riferimento fondamentali in una fase storica di profondi cambiamenti e tensioni globali.
Cuore del convegno gli interventi di due relatori di grande autorevolezza.
Mauro Del Bue, storico, scrittore, già vicesindaco di Reggio Emilia ed ex parlamentare, ha tracciato un ritratto intenso e appassionato di Prampolini, soffermandosi sul suo “evangelismo laico”: una visione del socialismo come missione etica, fondata sull’amore per gli umili, sulla solidarietà e sulla lotta senza odio. Del Bue ha ricordato il ruolo di Prampolini come educatore delle masse, costruttore di cooperative, promotore delle municipalizzazioni e difensore inflessibile della democrazia, intesa come governo della maggioranza nel pieno rispetto delle minoranze tale da permettere alla minoranza stessa di diventare maggioranza. Centrale anche il suo rifiuto di ogni forma di violenza, che guidò tutta la sua azione politica tanto da essere chiamato “apostolo di pace”. Da ricordare le parole conclusive di Del Bue, che è anche direttore del quotidiano “La Giustizia”, fondato da Camillo Prampolini nel 1886: “Io sono uno degli eredi di questa meravigliosa storia. La vivo con orgoglio e onore, ma anche sentendo tutti gli oneri che pesano su quanti hanno seguito e continuano a seguire i suoi insegnamenti. Sento che queste sono ancora le mie radici insostituibili e inestirpabili. E hai le radici, trascorri una vita più solida e più sicura”.
A seguire, Mirco Carrattieri, docente di Storia contemporanea all’Università di Bergamo e già presidente di Istoreco, ha proposto una lettura storica rigorosa e insieme attuale della figura di Prampolini. Pur mettendo in guardia dal rischio dell’anacronismo, Carrattieri ha evidenziato come l’eredità prampoliniana continui a offrire spunti preziosi: il valore del giornalismo come strumento di educazione popolare, l’amministrazione pubblica come progetto politico e non mera gestione, l’importanza dell’organizzazione e della cultura come basi per una trasformazione sociale profonda, partendo dal presupposto che le disuguaglianze eccessive sono il male peggiore e che queste vanno combattute. Un’attenzione particolare è stata dedicata alla difesa della democrazia negli anni più difficili del primo dopoguerra, quando Prampolini seppe mantenerne i principi anche in solitudine. “Per capire cos’era Prampolini e il socialismo riformista – ha concluso Carrattieri – basta leggere cos’era scritto sotto il titolo del giornale ‘La Giustizia’. Non c’era scritto ‘Uccidiamo i capitalisti’, ma ‘La miseria dei lavoratori non è dovuta alla malvagità dei capitalisti, ma alla cattiva organizzazione della società. Quindi noi socialisti non predichiamo l’odio verso le persone né verso le classi, ma la necessità di una riforma sociale per un socialismo che sia pace, indipendenza e benessere.”
Il convegno ha restituito l’immagine di Camillo Prampolini come “figlio migliore di Reggio Emilia”, la cui lezione di giustizia, solidarietà e responsabilità democratica continua a interrogare il presente e a offrire strumenti di riflessione per il futuro.
Un appuntamento di alto profilo culturale che ha confermato il ruolo del Rotary Club Reggio Emilia nella valorizzazione della memoria storica e dei valori fondanti della città.

