
L’azione di arte urbana fa parte di un progetto partecipato che ha visto un ciclo di laboratori e incontri sul web per riflettere sui fatti del 9 gennaio 1950, quando sei persone furono uccise e oltre cinquanta ferite durante una manifestazione sindacale: una memoria collettiva che deve fare parte della costruzione del nostro futuro. Gli incontri del laboratorio che si è svolto tra ottobre e dicembre 2020 sono disponibili sul sito www.arcimodena.org e sul canale YouTube di Arci Modena. Il progetto nasce da un’idea del Collettivo FX ed è a cura di Arci Modena, Cgil Modena, Modena Sobborghi, Città Futura in collaborazione con il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali UNIMORE, con il Vibra Club e con il contributo di Fondazione di Modena,
“Quello che abbiamo dipinto è una sintesi di quanto avvenuto il 9 gennaio 1950: un ragazzo colpito da un proiettile che cade a terra, un’immagine che è un invito a riflettere – spiega Simone Ferrarini del Collettivo FX -. Per questo ho messo la scritta perché: perché è avvenuta questa cosa? Perché della gente a sparato ad altri ragazzi? Perché i manifestanti sono scesi in strada sapendo che rischiavano la vita? Semplicemente una domanda grande sei metri per tre”. Il manifesto, realizzato a mano e affisso nello spazio di via Ciro Menotti, dalle Ex Fonderie Riunite di Modena, fa parte del calendario di appuntamenti a cura del Comune di Modena per ricordare, commemorare e riflettere sull’Eccidio delle Fonderie Riunite.

