
Nel suo discorso, il sindaco Giovanni Gargano ha sottolineato come il conferimento, votato dal Consiglio comunale lo scorso aprile – non all’unanimità, con parte del centrodestra contrario -, rappresenti «una dichiarazione di campo. Conferire la Cittadinanza Onoraria al dottor Nicola Gratteri è la scelta consapevole di stare dalla parte di chi ogni giorno sceglie di non voltarsi dall’altra parte. Dalla parte di chi sa che la giustizia non è una parola scritta nei libri, ma una strada da percorrere, spesso in salita, da vivere e far vivere».
Il sindaco ha ripercorso il legame concreto costruito negli anni tra Gratteri e la comunità castelfranchese, attraverso gli incontri della rassegna “Fai la cosa giusta”, i Viaggi della Legalità che hanno portato studenti e ragazzi negli uffici della Procura prima a Catanzaro e poi a Napoli, e i momenti di incontro diretto con le nuove generazioni: «Quello con Gratteri è uno dei pochi legami che nascono dagli incontri. Dal tempo che si decide di dedicare agli altri, soprattutto ai più giovani. Lei, Procuratore, questo tempo lo ha trovato per tutti noi».
Un esempio di una legalità che «ha il volto dell’umiltà, il linguaggio della gentilezza, la forza silenziosa della bellezza quotidiana delle piccole cose: qualità testimoniate nel modo in cui incontra le persone, ascolta i ragazzi, condivide un caffè, trova il tempo per esserci. Pensi, dottor Gratteri – ha detto il primo cittadino -, che mi sono messo in testa che i migliori anticorpi contro l’illegalità siano proprio la bellezza, la gentilezza e il sorriso che utilizzo per amministrare questa Città». E, citando il Generale Dalla Chiesa, «che certe cose non si fanno per coraggio, si fanno solo per guardare più serenamente negli occhi i propri figli e i figli dei propri figli».
A consegna ricevuta, Gratteri ha espresso parole di apprezzamento: «Anzitutto, grazie al sindaco Gargano e alla Città di Castelfranco Emilia per questa Cittadinanza Onoraria. Vale molto perché cade in un periodo molto intenso. Arriva dopo mesi di tensione e di stress, e so bene che anche per voi non è stata una passeggiata arrivarci. Finché fai il tuo lavoro in silenzio, sei utile, sei trasversale, sei apprezzato. Ma quando prendi posizione su qualcosa di importante e divisivo come il referendum, una parte dell’opinione pubblica comincia a guardarti in modo diverso. Perché hai osato rompere il giocattolo. Era un referendum dato per stravinto, e invece è accaduto qualcosa che in molti non si aspettavano. Quelle tensioni non sono ancora sopite, e me lo stanno facendo pesare. Sono convinto di quello che ho fatto. Rifarei tutto. Ed è proprio per questo che oggi sento ancora di più il valore e la bellezza di questo riconoscimento», ha concluso il PM.

